La fallacia di Monte Carlo

Aggiornamento: 3 ago

Vi è mai capitato di inserire una monetina in una slot machine e poi di reinserirne un’altra o di comprare un gratta e vinci e dopo aver perso di comprarne successivamente uno nuovo, oppure di giocare i numeri al lotto e rigiocarli aumentando la posta nella speranza di recuperare quanto già investito?

Si, perché le leggende metropolitane vogliono che una volta fatta una scommessa, questa si debba portare avanti con una logica di raddoppio dell’investimento fino al momento in cui, finalmente, non solo si recupererà l’investimento ma (ed aprite bene gli occhi e le orecchie…) si diventerà MIGLIONARI!!!

Quante persone conoscete che ci sono riuscite? Immagino nessuna… Se non per sentito dire nelle leggende metropolitane.

E allora perché così tante persone comprano il gratta e vinci (che faremmo bene a chiamare gratta e spera, o direttamente gratta e perdi…), puntano in maniera reiterata sui numeri del lotto, infilano monetine a profusione dentro le famigerate slot machines?

Ve lo dico io. Perché sono vittime della fallacia di Monte Carlo anche nota come fallacia dello scommettitore. Gli scommettitori pensano, erroneamente, che un evento sia la conseguenza di uno che lo precede, non considerano gli eventi (ad esempio l’estrazione dei numeri al lotto) come eventi singoli ma piuttosto li concatenano.

Perché si chiama così? In onore di una volta in cui al casinò di Montecarlo il nero uscì per 26 volte consecutive e la maggior parte degli investitori perse cifre molto alte, perché guidati dalla erronea convinzione che un così alto numero di neri dovesse essere compensato da un’equivalente uscita di rossi.

Ma lo stesso vale ad esempio per la lotteria e la percezione che abbiamo della possibilità di vincere.

Questa fallacia è legata al limite umano nel calcolare eventi random e in particolare all’esistenza di una euristica della rappresentatività che mostra la nostra tendenza ad aspettarci che una piccola serie, come i numeri che escono nell’arco di una serata, sia rappresentativa di un insieme molto più grande di tutti i numeri che sono estratti.

Un altro fenomeno molto noto è il fenomeno della near-miss, ovvero della quasi vincita.

Avete presente quando nel gratta e vinci appare un numero che è quasi vicino a quello vincente ma di fatti non lo è? Una certa attivazione, avviene nel nostro cervello, anche nella quasi vincita.

È stato dimostrato che i risultati di “near-miss” attivano i circuiti della ricompensa in maniera molto simile alle vere vincite! Cioè anche nella quasi vincita c’è un’attivazione del sistema dopaminergico. Per dirla in breve c’è un appagamento, un’emozione positiva legata al sistema della ricompensa. Cioè il sistema coinvolto nelle dipendenze.


È per questo che la dipendenza da gioco d'azzardo è stata collocata nell'area delle dipendenze patologiche. Ed allora perché vietare alcuni usi/abusi che generano dipendenza e istituzionalizzarne altri? A questo punto del discorso sembra essere una domanda lecita. Voi cosa pensate in proposito?

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